Assassin’s Creed: Odyssey

assassin's creed odyssey

 

            

     Piattaforma: Microsoft Windows, PlayStation 4, Xbox One

     Data di pubblicazione: 5 ottobre 2018

      Motore: AnvilNext

 

 


Mesi dopo la sua avventura in Egitto, Layla Hassan è ormai un’agente degli Assassini; durante una campagna di ricerche rinviene la Lancia appartenuta al Re di Sparta Leonida, spezzata dopo la Battaglia delle Termopili, e riconosce in essa un manufatto della Prima Civilizzazione; con l’aiuto di Victoria Bibeau, Layla estrae il DNA di due fratelli vissuti nel V secolo a.C., Alexios e Kassandra, e sceglie se seguire la storia dell’uno o dell’altra attraverso l’Animus allo scopo di scoprire l’ubicazione del Bastone di Ermete Trismegisto. Il personaggio che sceglierà di seguire sarà conosciuto come “il Misthios”, ossia il mercenario.

Il Misthios era il primogenito di Nicolao e Myrrine, rispettivamente un guerriero spartano e la figlia di Leonida. Durante l’infanzia del Misthios, Nicolao aveva appreso una profezia secondo la quale il figlio più piccolo avrebbe portato distruzione in tutta la Grecia, e aveva deciso di gettarlo dal Taigeto; il piccolo Misthios aveva cercato di salvarlo, provocando la morte dell’oracolo che aveva predetto la profezia e quella apparente del fratello (o sorella, in base all’aver scelto di impersonare Alexios o Kassandra). Tale omicidio aveva poi indotto Nicolao a sacrificare anche il proprio primogenito. Ciascuno all’insaputa dell’altro, i due fratelli sopravvissero entrambi alla caduta; il Misthios, recuperando la lancia spezzata di Leonida, era riuscito a raggiungere Cefalonia, dov’era stato trovato da un avido mercante, Marco, che lo aveva fatto diventare un mercenario. Qui il Misthios crebbe insieme alla sua nuova famiglia, composta da Marco e una piccola orfana chiamata Febe, compiendo lavori sporchi fino allo scoppio della Guerra del Peloponneso.

Un giorno il Misthios viene contattato da Elpenore, un misterioso individuo che gli offre un incarico da assassino: l’uccisione del “Lupo di Sparta”. Il Misthios accetta, ma mentre svolge la sua missione scopre che il Lupo è in realtà suo padre Nicolao, ora divenuto un generale e padre di un figlio adottivo, Stentore, anch’egli soldato spartano. Il Misthios aiuta Stentore a conquistare la Megaride, tenendogli segreta la propria identità, allo scopo di avere un colloquio con il Lupo. Raggiunta la vittoria sugli ateniesi in quella regione, il Misthios e Nicolao hanno un drammatico confronto al termine del quale si può decidere se giustiziare il Lupo o risparmiargli la vita. Nicolao gli rivela di non essere mai stato il suo vero padre, ma che aveva cresciuto e amato i due bambini come fossero suoi, nonostante il suo dovere da spartano lo aveva indotto a sacrificare entrambi, e che Myrrine li aveva concepiti con qualcun altro prima di incontrarlo, esortandolo a rintracciarla per conoscere la verità sulle sue origini. Di ritorno da Elpenore, questi gli rivela di aver sempre saputo che Nicolao era il suo patrigno e gli affida un’altra missione: uccidere Myrrine. Il mercenario rifiuta ed Elpenore fugge. Il Misthios si reca quindi a Delfi per chiedere alla Piziadove si trovi Myrrine; qui incontra Erodoto, che riconosce nell’arma che il mercenario porta con sé la Lancia di Leonida, e decide di aiutarlo nelle sue missioni. La Pizia parla al Misthios di una misteriosa fratellanza, la Setta di Cosmos, che ha commissionato l’eliminazione della sua intera famiglia; il Misthios rintraccia e uccide dunque Elpenore, membro anch’egli dell’organizzazione, e utilizza il suo travestimento per introdursi di nascosto a una riunione della Setta. Qui scopre che la Setta di Cosmos è un potente ordine di guerrieri e politici provenienti da tutta la Grecia, il cui scopo è prenderne possesso fomentando la Guerra del Peloponneso, creando di proposito il caos tra la popolazione per ergersi poi a salvatori del momdo greco; inoltre incontra Deimos, il suo fratello/sorella minore scomparso, che è stato allevato dalla Setta ed è divenuto un guerriero fortissimo e senza scrupoli al suo servizio.

Il Misthios intraprende dunque un viaggio per tutta la Grecia, vendicandosi dei membri della Setta e ripulendo il mondo dalla loro corruzione. Durante il suo viaggio combatte di volta in volta per Sparta o per Atene, incontrando figure come Pericle, Aspasia, Ippocrate, Socrate, Alcibiade e Aristofane. Dopo aver avvertito Pericle della minaccia rappresentata dalla Setta di Cosmos, il Misthios si ritrova in una Atene messa in ginocchio dalla peste, evento che favorisce la stessa Setta nel raggiungere l’indebolito padre della democrazia, uccidendolo per mano di Deimos. Anche Febe, che aveva raggiunto Atene poco prima, viene uccisa dai sicari della Setta di Cosmos, costringendo il Misthios ad abbandonare la polis ateniese insieme ad Aspasia, compagna di Pericle e successivo bersaglio dei cospiratori. Dopo questi eventi, il Misthios riesce a ricongiungersi con Myrrine, scappata da Sparta dopo la tragica notte della presunta morte dei suoi due figli, ora a capo dell’isola di Nasso dopo aver intrapreso per un po’ la vita del pirata. Il Misthios aiuta la ritrovata madre ad eliminare la minaccia di Paro, l’isola rivale di Nasso, prima di tornare a Sparta per riappropiarsi della propria casa. Myrrine spiega che il vero padre di entrambi i bambini era Pitagora, come lei appartenesse alla stirpe degli Isu, i discendenti della Prima Civilizzazione, dotati di forza sovrumana e del “senso dell’aquila”, cosa che aveva indotto la Setta a plasmare Deimos come un’arma umana e a rintracciare e uccidere gli altri membri della famiglia. Lei e Pitagora avevano concepito i due figli per preservare la linea genealogica di Leonida e di Coloro Che Vennero Prima. Tornati a Sparta, il Misthios smaschera uno dei due Re, Pausania, come membro della Setta, uccidendolo, ma arrivando successivamente allo scontro con Deimos durante una battaglia tra spartani e ateniesi, venendo però catturato dalla Setta e scoprendo che anche Cleone, leader di Atene dopo la morte di Pericle, era un loro membro. Il Misthios evade di prigione e grazie all’aiuto di Socrate, Aristofane, Alcibiade e Brasida (vecchio generale spartano e amico della famiglia del Misthios) riesce prima a smascherare la corruzione di Cleone e poi a ucciderlo sul campo di battaglia nei pressi di Anfipoli. Nello scontro, Brasida viene ucciso da Deimos ma quest’ultimo viene ferito gravamente da una freccia scoccagliatali alle spalle, venendo ritenuto morto dal Misthios. Quest’ultimo e Myrrine si recano nuovamente sul monte Taigeto per mettersi una volta per tutte il loro tragico passato alle spalle, scoprendo con enorme sorpresa che Deimos era sopravvissuto e là ad aspettarli. A seconda delle azioni svolte durante le interazioni con lui, Deimos potrà credere o meno alle parole dei suoi veri famigliari, uccidendo Myrrine nel caso non si sia riuscito a redimerlo completamente, cosa che porterà all’inevitabile duello fratricida. Nel caso contrario, il Misthios riuscirà a riportarlo sulla retta via, riformando la sua famiglia con lui/lei, Myrrine, Nicolao e Stentore (se anche questi ultimi due sono sopravvissuti alle scelte del Misthios). Il Misthios incontra il suo vero padre Pitagora, mantenuto in vita dal Bastone di Ermete Trismegisto e posto ora a guardia di Atlantide, l’ultima roccaforte della Prima Civilizzazione; il matematico chiede al Misthios di aiutarlo a sigillare la Città Perduta allo scopo di preservare per sempre la saggezza in essa contenuta; per farlo, il mercenario dovrà sconfiggere quattro creature mitologiche: la Sfinge, il Minotauro, un ciclope e Medusa, in realtà ologrammi creati dalla Prima Civilizzazione per chiudere i cancelli di Atlantide.

Una volta eliminati tutti gli adepti della Setta di Cosmos, il Misthios si reca nel loro luogo d’incontro per distruggere la Piramide, un artefatto che permetteva loro di vedere nel futuro e che usavano per soggiogare la Grecia. Nel distruggerla, la Piramide gli dà una visione delle battaglie che accadranno nel futuro (corrispondenti alla timeline della serie di Assassin’s Creed) e del mondo spaccato a metà tra l’eterna lotta tra Ordine e Caos. Poco dopo il capo della Setta si rivela al Misthios: si tratta di Aspasia, la quale narra di essere stata un tempo al vertice della Setta, ma di essersi tirata indietro quando essa era diventata man mano più corrotta e crudele al punto di uccidere il suo amato Pericle, e pertanto lo ringrazia per averla distrutta, volendo ora creare una nuova visione utopica in cui l’ordine avrebbe prevalso su tutto. Il Misthios può decidere se eliminare anche lei o lasciarla in vita, ma in ogni caso decide di tagliare i legami con quella che era stata lo “Spettro della Setta”. Infine, una volta trovate le Chiavi di Atlantide, il Misthios torna da Pitagora per sigillare la Città; con questa azione si attiva una registrazione di Aletheia, uno dei Precursori, che avverte il Misthios (e attraverso questi anche Layla) che la loro saggezza non è fatta per il genere umano, e che andrà distrutta per permettere agli uomini di sviluppare il loro vero potenziale. Pitagora cede il Bastone al Misthios in modo consenziente o meno in base alle parole usate nei dialoghi con lui, per poi morire; il Misthios continuerà poi le sue avventure in Grecia.

Nel presente, Layla utilizza le informazioni raccolte tramite la storia del Misthios per localizzare Atlantide e vi si reca per riaprire la Città; qui, con grande sorpresa, ritrova il Misthios, tenuto in vita dal Bastone di Ermete. Il Misthios rivela a Layla che il mondo necessita di un equilibrio continuo tra ordine (i Templari) e il caos (gli Assassini), e che il prevalere di qualsiasi delle due fazioni sull’altra causerebbe la distruzione dell’umanità; quando Layla rivela di essere un’Assassina che un tempo era una Templare, il Misthios le rivela che potrebbe essere lei la chiave per l’equilibrio tra ordine e caos, come era stato previsto nella profezia della Piramide. Il Misthios si sacrifica consegnando il Bastone di Ermete a Layla, non prima di averle chiesto di proseguire la sua battaglia e di distruggere tutti i manufatti della Prima Civilizzazione.